MANIFESTAZIONE DEI GENI ESOTICI


<La conservazione delle differenze e variazioni individuali favorevoli e la distruzione di quelle nocive sono state da me chiamate "selezione naturale" o "sopravvivenza del più adatto". Le variazioni che non sono né utili né nocive non saranno influenzate dalla selezione naturale, e rimarranno allo stato di elementi fluttuanti, come si può osservare in certe specie polimorfe, o infine, si fisseranno, per cause dipendenti dalla natura dell'organismo e da quella delle condizioni»

(Charles Darwin, L'origine delle specie, 1859, p. 147)

Sono ambitissimi ricercatissimi e costosissimi (pensate che in America alcuni siti di vendita riportano cifre che si aggirano sui 7,000 dollari a cucciolo!) e visti di buon occhio, anche se molti enti cinofili ufficiali non li riconoscono nello standard e nella colorazione idonea (essendo una variante genetica), ma se ben ci pensate come potrebbe esserci tanta ricercatezza in tutto il mondo se fossero cani geneticamente “fallati”, e c’è da farsi una domanda per arrivare ad una giusta considerazione basica e non scientifica ma piuttosto esplicativa: è il mondo ad essere impazzito perché ricerca ed ama questa variante genetica o forse molte persone non si sono documentate a dovere e preferiscono dar retta a persone che hanno tutto l’interessere per denigrare questa bellissima variante genetica?

Queste sono le spiegazioni tecniche estrapolate dal libro “Terapia veterinaria attuale : clinica dei piccoli animali” (1984, successive edizioni 1996, ed. italiana Piccin Editore) di Robert Warren Kirk.

“Be' innanzi tutto ricordiamo che da soggetti omozigoti recessivi per carattere (crema, blu, blu crema; che sono recessivi per la diluizione del colore) accoppiati con recessivi daranno solo soggetti omozigoti recessivi, mentre soggetti eterozigoti per il carattere suddetto, quindi, fenotipicamente neri, rossi o brindle, se accoppiati tra loro potranno dare anche omozigoti recessivi quindi blu, blu crema o crema nella proporzione mendeliana di 1:4. Ricordiamoci che dal punto di vista della terminologia genetica la parola Nero, viene usata per indicare vari colori, esempio Tabby, Cioccolato, Brindle ecc. che hanno il comune il solo fatto di non esser rossi o arancio. La rarissima evenienza della nascita di soggetti neri o blu viene spiegata in questo modo: tali soggetti sono geneticamente brindle, ma, con pochissimi peli rossi o crema, potrebbero anche solo mostrare piccole macchie sui polpastrelli o nel palato. Vi è inoltre la possibilità estremamente remota, che la spiegazione vada ricercata in fatti di mutazione o di aberrazione cromosomica alterata ( alterazione legata agli etero cromosomi) colori come. caille maschio x brindle o caille, produrrà figli maschi brindle, bianchi e brindl e femmine eguali, continuando gli accoppiamenti brindle x brindle dopo alcune generazioni i soggetti tendono a schiarirsi o scurirsi troppo, per cui su avranno sempre più soggetti brindle con poca o inesistente tigratura e alcune diluizioni quindi blu/ crema. Tali soggetti non risultano però albini, né con malattie particolari, sia a livello cutaneo che di altre specie. Il problema subentra allorché il gene della diluizione viene esasperato, cioè continuando a fare ripetuti accoppiamenti tra diluiti, tale metodo, che conserva il colore cutaneo e o pilifero porta a ulteriori diluizioni, provocando il detto fenomeno albino tipo, quindi soggetti con mancanza di pigmentazione; occhi verdi o azzurri con concentrico pupillare di colore rosso. Tale rossore della pupilla si nota con esposizione del soggetto all'esposizione solare o a maggior luce. I soggetti albini, denotano problemi di fotofobie e cutanei gravi. Stesso processo avviene introducendo nelle linee di brindle, indebolite da eccessivi accoppiamenti tra loro, cani crema esenti da mascherina nera, in questo caso si parte già con un accoppiamento che denota mancanza di pigmentazione alla radice. Medesimo fattore scatenante di patologie cutanee, potrebbe esser una retrocessione negli accoppiamenti tra soggetti, che, nel corso degli anni erano stati utilizzati per formare una razza. Si sa per esempio che i bouledogue francesi venivano inizialmente accoppiati con piccoli terrier dalle grandi orecchie ritte per correggerne le orecchie caduche o a rosa. Si dice inoltre che nell'albero genealogico del Bouledog ci si trovino anche carlini...Bene, il ritorno con il Boston terrier, per esempio, ha creato cuccioli con orecchie più appuntite, cani con corporatura più esile e zampe più lunghe, nonché cuccioli tinta fegato e occhi gialli. L' accoppiamento con carlini ha donato pelo più fitto, con più sotto pelo, incremento delle patologie cutanee già preesistenti in entrambe le razze.

Ciò che determina il colore del manto è, o meglio, sono 2 pigmenti Eumelanina e Feomelanina, tali pigmenti differiscono per struttura chimica. Il colore principale determinato dalla presenza nel pelo del pigmento "Eu" è il colore solido: nero con i suoi recessivi; la"Feo"determina il rosso solido e i suoi diluiti. Il non tener presente il pigmento da origine ad errori. I geni che determinano e controllano il pigmento del manto sono situati nel cromosoma sessuale "X"; il cromosoma "Y " non li possiede! Partendo dal punto che i maschi possiedono cromosoma "X" e"Y" il loro mantello è determinato da un solo pigmento se si tratta di Eumelanina avremo maschi "Eu" se si tratta di Feomelanina avremo maschi "Feo", le femmine a differenza hanno due cromosomi "X" e non possiedono "Y", se entrambi i cromosomi X hanno 2 geni per l Eu si avranno femmine di un solo colore Eu se entrambi i cromosomi Feo le femmine saranno solo Feo se i geni son 1 "Feo" e l altro "Eu" si avran femmine Eu- Feo che porteranno entrambi i colori nelle cucciolate solitamente i maschi prendono la colorazione del mantello dalla madre ed ereditano i pigmenti da entrambi i genitori. I risultati dimostrano la validità delle regole. I recessivi compaiono solo dopo vari ed eccessivi accoppiamenti del medesimo colore, o se, i 2 genitori sono entrambi portatori del medesimo gene recessivo. Es: maschio brindle, figlio di brindle x crema. Femmina fulva, figlia di crema x fulvo. Se entrambi i genitori hanno lo stesso singolo gene recessivo il risultato statistico delle nidiate sarà il seguente: 25% nessun gene recessivo; 50% gene recessivo; 25 % 2 geni recessivi

I piccoli brindle saran dunque in parte portatori del gene recessivo ed in parte no, resta comunque impossibile distinguerli a occhio se non in seguito ad accoppiamenti successivi con soggetti portatori del medesimo gene. Se uno dei 2 genitori è portatore del gene autosomico recessivo che in riproduzione non si manifesta, possiamo attenderci che il 50% dei cuccioli, sia un portatore di questo gene ( autosomico é un gene il cui locus non si trova nei cromosomi sessuali" X " "Y ". Tutti i geni che controllano i colori recessivi sono autosomici.). Maschio brindle, senza gene x il blu, per femmina fulva con gene crema, darà colori solidi fulvi, brindle, ma tutte le femmine aventi fulvo potranno portare in un modo o nell' altro il gene della diluizione, sia in crema, sia in blu, quindi le brindle avranno fulvo come le fulve e qui le probabilità saranno molte se tale femmina incontrerà un maschio con il medesimo gene del diluito. Se uno dei 2 genitori è portatore x 2 volte del medesimo gene autosomico tutti i cuccioli avranno come minimo uno di questi geni. Altro esempio: maschio blu con femmina fulva otterremo solo maschi fulvi e femmine brindle con macchie crema e non fulve, entrambi trasmetteranno gene della diluizione continuando x esubero di accoppiamenti si otterranno cuccioli "Blu feuve" Cioè rossi con maschera blu, (difficilmente distinguibile dalla classica), con occhi chiari e blu/ crema con occhi chiari per lo scatenarsi del fenomeno albinotipo”.