Cinofilia un percorso nel tempo e nella memoria....

Salve a tutti miei cari lettori, sicuro di avervi fatto cosa gradita, nello scrivere e riunire fatti storici per voi in questo testo breve ma spero efficace, ho semplicemente raccolto alcuni passaggi o fatti storici per fare chiarezza sulle moltitudini di dicerie da barbiere, che passano di bocca in bocca senza conferma alcuna.

Sono semplicemente un cinologo appassionato della storia del nostro settore, perché fermamente convinto che solo conoscendo il nostro passato possiamo insieme affrontare il presente e prendere spunto per la costruzione del nostro futuro sempre più incerto.

Il cane (Canis lupus familiaris Linnaeus1758) è un mammifero appartenente all'ordine Carnivora, della famiglia dei canidi. Con l'avvento dell'addomesticazione si è distinto dal lupo, del quale rappresenta una forma neotenica(anche se al riguardo ci sono opinioni divergenti). Rispetto al lupo, ha canini meno aguzzi, zanne bianche, zampe più estese, intestino più lungo ed è privo di artigli affilati.

L'addomesticazione del cane da parte dell'uomo ha origini antichissime. I più antichi resti fossili di cane in uno stanziamento umano sono stati rinvenuti in una tomba natufiana, e risalgono a 11.000-12.000 anni fa; ma si suppone che l'origine del rapporto fra le due specie si collochi molto più indietro nel tempo, fra 19.000 e 36.000 anni fa. Lo studio di un cranio di "canide simile a un cane" ma non direttamente collegato al cane moderno, rinvenuto nei monti Altaj in Siberia, ha fatto ipotizzare che le diverse razze canine moderne non abbiano un unico progenitore comune, ma discendano da diversi distinti processi di addomesticamento dei lupi in diverse aree del mondo.

Nel 2001 la popolazione stimata di cani era di 400 milioni; secondo un'altra fonte, nel 2015 sono aumentati fino a diventare 530 milioni.

La parola "cane" deriva dalla parola del latino "canis". Il prefisso cino- (usato in molti termini composti, come cinofilia) deriva dal greco kyon / kynòs (κύων, κυνός, ὁ); questa radice è comune a tutte le lingue indoeuropee tra cui il sanscrito e il vedico (çuan). L'origine rimane incerta.

Il cane è molto vario nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (per i diversi luoghi di provenienza), per le varie specie nate nel corso dei secoli, e soprattutto per via della selezione fatta dall'uomo (suo compagno fin dall'età preistorica); questa varietà è tale da richiedere, secondo alcuni[senza fonte] a divisione in sottospecie e morfologie. Il peso dell'adulto può variare da 700 g ai 111 kg. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l'anno (mentre il lupo ha un periodo d'estro l'anno); questa caratteristica è dovuta in parte alla selezione effettuata nei secoli dall'uomo (per facilitare l'allevamento), in parte alla selezione naturale.[senza fonte]. Tuttavia in cani particolarmente primitivi come il Cane lupo cecoslovacco o il Cane lupo di saarloos l'estro, come nel lupo, avviene una volta l'anno e talora viene inibito da condizioni ambientali sfavorevoli, ad esempio conflitti sociali tra cani che convivono.

Per tutte le razze il periodo di gestazione è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali), sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell'educazione e nel comportamento del cane.Tutte le razze hanno una predisposizione al comportamento giocoso e socievole durante la loro esistenza: caratteristiche che nel lupo, in parte, scompaiono in età adulta. Il cane viene generalmente considerato onnivoro.

I più recenti studi basati sulla genetica, supportati da ritrovamenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (Canis lupus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (Canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di domesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "domesticamento naturale" del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi.

Alcuni di questi "cani selvatici" sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana (cani del villaggio, i "cani pariah" che si trovano ancora in alcune società, "di tutto il villaggio", tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli animali nocivi), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali al domesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione del volume cranico, all'accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arricciate).

In una ricerca pubblicata nel 2013 sulla rivista scientifica Science, alcuni ricercatori dell'Università di Turku in Finlandia hanno utilizzato il DNA mitocondriale, comparando il genoma di 18 canidi preistorici europei e americani con uno spettro del genoma di cani e di lupi attuali. Le somiglianze risultanti dalla comparazione indicherebbero che filogenicamente tutti i cani moderni sono maggiormente simili ai cani europei, sia moderni che preistorici. Le analisi molecolari suggerirebbero come datazione che i primi casi di addomesticamento del cane dal lupo risalirebbero ad un periodo compreso tra il 18.800 e 32.100 anni fa, in popolazioni nomadi di cacciatori raccoglitori europee.

Cranio di cane addomesticato preistorico, rinvenuto in Siberia, vecchio di 33.000 anni

Questo studio contraddirebbe la tesi secondo la quale le prime domesticazioni siano avvenute in Asia in popolazioni stanziali; anche se episodi "abortiti" di domesticazione sono avvenuti in varie epoche e luoghi.[13] In Europa primo resto archeologico di cane è stato ritrovato in Belgio nella caverna di Goyet (nelle Ardenne) e risale a 31.000 anni fa. Scoperto nel 1870 si è ritenuto per molto tempo che fosse un lupo ma nel 2007 è stato ristudiato e ricatalogato. Inoltre, nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di cani (che pure testimoniano le prime differenze dall'antenato selvatico). La testimonianza più antica di un legame fra cani ed umani risale al Gravettiano(circa 28.000 anni fa) e sono le orme di un bambino e di un cane ritrovate presso la grotta di Chauvet, nel sud della Francia.

Sono stati scoperti siti tombali risalenti allo stesso periodo (25.000/28.000 anni fa) che dimostrano una sepoltura rituale di cani (introduzione di un osso di mammut nella bocca di uno dei tre cani ritrovati). Tuttavia, la prima testimonianza di un legame affettivo tra uomo e cane risale al più recente periodo natufiano (circa 12.000 anni fa) presso il sito di Ein Mallaha in Israele con una tomba che conserva i resti di un uomo anziano coricato su un fianco in posizione fetale che protende un braccio verso i resti di un cucciolo di cane.

Alla luce delle esperienze in cui si è tentato di addomesticare il lupo (tentativi tutti miseramente falliti) o di ibridazione dello stesso con i cani (gli unici tre tentativi riusciti, dopo innumerevoli peripezie, sono il Cane lupo cecoslovacco, il Saarloos e il Lupo Italiano) sembra alquanto inverosimile che la prima differenziazione tra razze diverse sia da attribuire alle diverse sottospecie di lupo (che, secondo la tradizione, vennero addomesticate quasi contemporaneamente in diverse parti del mondo, in situazioni geografiche e climatiche altrettanto dissimili); appare più logico, invece, che le prime razze siano state selezionate in maniera molto più semplicemente empirica tramite l'accoppiamento di cani pariah con caratteristiche analoghe (ad esempio i levrieri ancestrali possono essere stati il frutto di selezione fra cani snelli, veloci ed abili predatori, così come gli antenati del Basenji furono selezionati accoppiando cani di piccola taglia con gambe snelle particolarmente abili nel cacciare i topi).

Successivamente, i soggetti più dotati fisicamente e/o attitudinalmente per i diversi impieghi, furono selezionati con metodi sempre più efficaci: a quanto pare i primi ad effettuare un processo selettivo sistematico furono i romaniintorno al III-IV sec. a.C. Può essere interessante osservare come le grandi variazioni morfologiche che hanno permesso al lupo di "trasformarsi" in AlanoChihuahua oppure Bassotto, si siano presentate nel corso dei secoli in forma involontaria, vere e proprie mutazioni spontanee che l'uomo ha saputo sfruttare.

Si sono talvolta sfruttate quelle che potevano apparire assurde bizzarrie genetiche, quali il nanismo acondroplasico (arti corti su corpi normali), utili in cani adibiti a seguire la selvaggina nel folto dei cespugli, o dentro le tane: ecco la comparsa delle forme "bassotte" in molte razze da caccia. Molto interessante, poi, la ricostruzione dell'evoluzione delle razze attraverso il fenomeno del pedomorfismo neotenico, la conservazione cioè nei cani adulti di alcuni tratti morfologici e caratteriali tipici di diverse fasi giovanili dello sviluppo del lupo. In base a tale teoria, si possono raccogliere le razze in 4 gruppi:

Nel tempo, l'uomo ha selezionato diverse razze e varietà di cani, per avere un aiuto nelle sue attività: esistono quindi razze di cani da pastore, da cacciada guardia, da compagnia, da corsa e altre.

The Kennel Club ("KC") è il kennel club ufficiale della Gran Bretagna ed è riconosciuto come il più antico kennel club del mondo. Gli scopi principali del club sono il coordinamento di diverse attività cinofile, tra cui le esposizioni canine e agility dog, e l'organizzazione del registro nazionale dei pedigree canini nel Regno Unito. La sede del club è in Clarges Street a Londra.

Il Kennel Club venne fondato il 4 aprile 1873 da Sewallis E. Shirley, insieme a dodici altri membri, allo scopo di creare un insieme di regole per gestire le competizioni cinofile che, all'epoca, stavano avendo un crescente successo. Si costituì così il primo kennel club nazionale al mondo con sede in un appartamento al numero 2 di Albert Mansions in Victoria Street a Londra.

Nel 1874 il club produsse il primo Kennel Club Stud Book, una pubblicazione che raccoglieva i risultati di tutte le esposizioni canine dal 1859 e un corpo di regole per l'organizzazione di esposizioni ed eventi sportivi cinofili. Da quell'anno il club ha continuato a pubblicare, a cadenza annuale, uno Stud Book, con gli elenchi dei vincitori delle esposizioni canine e degli sport cinofili, come agility dog e obedience.

Nel 1939 il Kennel Club acquisì il patrocinio dell'esposizione canina Crufts, in seguito alla morte del fondatore, Charles Cruft. Durante la seconda guerra mondiale l'esposizione fu interrotta e la prima edizione organizzata dal club fu quella del 1948, all'Olympia di Londra, con la presenza di 84 razze canine.

All'inizio del 1800, l'inglese si preoccupò della bellezza dei cani piuttosto che della loro funzione.  Questa moda si diffuse in Nord America e nel 1877 iniziò la mostra canina del Westminster Kennel Club . Poco dopo, la necessità di un organismo di regolamentazione divenne ovvia. Il National American Kennel Club, fondato nel 1876, iniziò a pubblicare e rendere pubblicamente disponibile il suo libro genealogico nel 1879. [1]Questa organizzazione, tuttavia, aveva un maggiore interesse per le prove sul campo rispetto agli spettacoli di conformazione , e alla fine cambiò il suo nominare la National Field Trial Association e interrompere completamente l'hosting degli spettacoli di conformazione.

Nel 1884, un gruppo di 13 club di razza , 10 club americani e 3 club canadesi, fondò l'American Kennel Club. Questi 13 club si sono impegnati a "fare tutto il possibile per promuovere lo studio, l'allevamento, l'esibizione, la gestione e il mantenimento della purezza dei cani di razza". L'AKC si differenziava dal Kennel Club per il fatto che gli individui non potevano unirsi direttamente al Kennel Club; divennero membri di club di razza più piccoli, che erano essi stessi membri dell'AKC.  Quando nel 1886 iniziarono a svilupparsi discussioni tra i club di razza americani e canadesi, i club canadesi si ritirarono dall'organizzazione e fondarono il loro club di canile due anni dopo, il Canadian Kennel Club .

Nel 1894, l'American Kennel Club iniziò a rifiutare di consentire ai cani canadesi senza un pedigree americano di partecipare ai suoi spettacoli, seguendo le tendenze prevalenti nelle organizzazioni di razza bovina americana. Nel 1906, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti stabilì che qualsiasi cane importato in America che non fosse registrato con l'AKC avrebbe dovuto pagare una tassa di servizio; questo è stato in seguito cambiato nel 1911, consentendo a qualsiasi cane registrato presso un club del canile nel suo paese di origine di entrare nel paese in esenzione doganale.  Poco dopo l'AKC, CKC e KC hanno prodotto accordi che hanno reso possibile la registrazione di qualsiasi cane al club nel suo paese d'origine, con la possibilità di iscriversi anche nei restanti due club.  Nel 1909, il gruppo si trasferì a New York e divenne incorporato.

Lo United Kennel Club ( UKC ) è il secondo più antico club per cani negli Stati Uniti. Si stima che sia il registro di cani più performante del mondo, con la registrazione di cani provenienti da tutti i 50 stati e 25 paesi stranieri. Come partenza dai registri che mettono l'accento sull'aspetto di un cane, gli eventi di UKC sono pensati per cani che guardano e si comportano allo stesso modo. UKC è orgogliosa dei suoi eventi educativi, amichevoli e orientati alla famiglia.

UKC è stata fondata il 10 febbraio 1898 da Chauncey Z. Bennett , che era motivato dall'insoddisfazione per gli altri registri di cani, che, a suo avviso, si adattava troppo al cane da esposizione di conformazione o al ricco uomo di hobby, cosa Bennett chiamato "la grande città idle rich" (UK Centennial Book, The First 100 Years, copyright 1997, UKC). Bennett ha concepito e promosso il concetto di "cane totale", cioè un cane che si comporta bene come sembra, in cui l'intelligenza e l'abilità lavorativa erano importanti quanto la conformità allo standard di razza scritto. Bennett ha trovato una nicchia tra i proprietari di cani da lavoro, come la pastorizia e la cacciacani. UKC ha supportato questa filosofia "Total Dog" attraverso i suoi eventi e programmi per oltre un secolo, poiché oltre il 60 percento dei suoi quasi 16.000 eventi con licenza annuale sono test di abilità, addestramento e istinto di caccia.

L' American Dog Breeders Association (nota anche come ADBA ) è stata fondata nel settembre 1909 come associazione a più razze. Il presidente residente, Guy McCord, era un appassionato amatore e allevatore della American Pit Bull Terrier ed era un amico intimo di John P. Colby. Colby era il cardine dell'ADBA e quindi era considerato l'ufficio di registrazione "casa" per i cani Colby. Tutti i membri in regola possono registrare i loro cani e cucciolate per la quota annuale di $ 2,50. L'idea del membro esclusivo gradualmente è stata sostituita da un registro aperto a tutti i proprietari e allevatori di razzacani. Nel corso del tempo l'associazione si è concentrata sulla registrazione dell'Americ Pit Bull Terrier.

L'ADBA passò nelle mani di Frank Ferris nel 1951, che lo gestì con sua moglie, Florence Colby, moglie del compianto John P. Colby. Ha gestito l'ADBA su scala limitata ma con crescente enfasi sulla registrazione dell'Americ Pit Bull Terrier. Nel 1973, attraverso la raccomandazione di Howard Heinzl, Ralph Greenwood e la sua famiglia acquistarono l'ADBA da Ferris, la cui età avanzata portò alla pensione. Heinzl era un amico di Frank Ferris e uno strenuo sostenitore dell'ADBA, poiché registrava i suoi cani esclusivamente con ADBA.

L'associazione continua a crescere negli Stati Uniti e in altri paesi. L'ADBA è il più grande ufficio di registrazione dell'Americ Pit Bull Terrier e ora accetta altri cani di razza, di solito razze da lavoro.

In questi lunghi anni di affermazione degli enti nel ramo della cinofilia, in tutto il mondo nacquero piccole realtà nazionali che cercarono di seguirne le orme, e ci riuscirono benissimo, anzi vennero fuori dall'Europa razze da lavoro straordinarie che ancora oggi sono le più utilizzate dall'uomo, per gli impieghi più svariati.

Alcuni di questi infatti iniziarono ad unirsi per dare vita a quella che sarebbe stata la federazione mondiale per eccellenza, infatti crearono l'FCI.

La Fédération cynologique internationale (talvolta citata con l'acronimo FCI) è una federazione internazionale delle associazioni di allevatori canini fondata nel 1911 da rappresentanti di Germania (Kartell für das Deutsche Hundewesen und Die Delegierten Kommission), Austria (Österreichischer Kynologenverband), Belgio (Société Royale Saint-Hubert), Francia (Société Centrale Canine) e Paesi Bassi (Raad van Beheer op Kynologisch Gebied in Nederland). All'inizio del 2006 aderiscono alla FCI associazioni cinologiche in rappresentanza di 80 nazioni.

La federazione riconosce 339 razze distinte, ognuna appartenente ad una specifica nazione di origine, che rimane responsabile della stesura dello standard della razza. La FCI provvede alla traduzione e all'aggiornamento della documentazione nelle lingue ufficiali. Sia gli standard che i regolamenti internazionali sono disponibili in inglese, spagnolo, tedesco e francese.

Ogni stato aveva un'Ente riconosciuta dall'FCI ed operava sotto la sua guida, infatti tutti gli stati dovettero far fronte a quelle che erano le direttive della federazione mondiale, e seguirne scrupolosamente ogni sua normativa.

l'unica variante che non avevano calcolato era che questa macchina mastodontica negli anni crescendo e dettando le sue regole, col tempo sarebbe divenuta una vera e propria roccaforte di lobby e interessi personali dei potenti che ne erano al comando, infatti negli ultimi vent'anni si sono visti cambiamenti e linee guida dettate esclusivamente per far si che qualcuno si mangiasse l'ultima fetta di etica rimasta, e da un grande sogno inizio l'epoca degli scontenti, esatto perché gli stessi che accrescevano i registri erano gli allevatori che iniziarono a sentirsi presi in giro da un sistema creato per uno scopo fine ed etico, ma che ad oggi rappresentava le classi forti e le lobby, che ne prendevano sempre più il potere.

La cosa che rattristava e demoralizzava gli allevatori, era il fattore del Monopolio, infatti la legge prevedeva negli stati che vi fosse un solo ente ad occuparsi di un settore, cosi da averne un controllo diretto ed efficace, ma il problema era che gli stessi componenti dello stato nel tempo ramificati negli enti divenivano quelle lobby che ne succhiavano la linfa vitale.

La tradizione antitrust americana ha influenzato profondamente l'Europa. Nel secondo dopoguerra furono varate legislazioni antimonopolistiche nei principali paesi industrializzati: in Francia la disciplina è stata riformata nel 1986, in Germania e in Gran Bretagna nel 1948, in Spagna nel 1963. Un considerevole sviluppo si manifestò nell'Europa comunitaria grazie al pensiero dei padri fondatori delle Comunità europee, per i quali un ordinamento economico e sociale democratico si fondava su un sistema di mercato concorrenziale. Fu così che nel Trattato di Roma (1957) furono disciplinate le fattispecie delle intese restrittive e dell'abuso di posizione dominante (art. 101 e seguenti del Trattato nella numerazione attuale post-Trattato di Lisbona) e, successivamente, con Regolamento n. 4064/89 del Consiglio del 21 dicembre 1989, le concentrazioni.

In Italia l'introduzione di una normativa antitrust nazionale avvenne con notevole ritardo sia rispetto agli altri Stati europei, sia rispetto alle Comunità europee: solo nel 1990, infatti, fu approvata la legge 10 ottobre 1990, n. 287, recante "Norme per la tutela della concorrenza e del mercato". Questo ritardo è stato generalmente spiegato con il prevalere di fattori istituzionali, politici e culturali che hanno reso a lungo poco favorevole l'atteggiamento prevalente nel nostro Paese verso il mercato, l'iniziativa economica individuale e la concorrenza, a dispetto degli auspici formulati dalla dottrina giuridica fin dagli anni quaranta, in particolare da Tullio Ascarelli, e successivamente da altri studiosi, tra cui Guido Rossi.

La legge introduce due fondamentali forme di violazione: l'abuso di posizione dominante e l'intesa restrittiva della concorrenza. Le violazioni antitrust negli Stati Uniti hanno rilevanza penale, mentre nel diritto europeo sono punibili con sanzioni amministrative. La legge introduceva per la prima volta le authority, che già avevano una pluriennale esperienza positiva nei Paesi di common law (Inghilterra e Stati Uniti).

L'antitrust italiano ed europeo hanno il potere di comminare multe che possono arrivare fino al 10% del fatturato aziendale per ogni anno di violazione, e dunque dispongono di adeguati meccanismi sanzionatori. Il Parlamento italiano, nell'introdurre norme per la tutela della concorrenza similari a quelle comunitarie, ne ha voluto enfatizzare la finalità di "attuazione dell'art. 41 della Costituzione a tutela e garanzia del diritto di iniziativa economica", definendo il mercato concorrenziale come il quadro entro il quale si svolge la libertà di tale iniziativa.

Il diritto antitrust ha il duplice scopo di garantire i diritti del cittadino-consumatore, e la libera concorrenza delle imprese. La nascita di un trust è associata ad un più generale pericolo democratico per la posizione di forza che un soggetto monopolista di natura privata assume nel mercato di riferimento. Si pensi, ad esempio, al potere assunto nella Germania nazista dai cartelli del settore elettrico AEG, dell'acciaio (Vereinigte Stahlwerke AG) e della chimica (IG Farben). Gli Stati nazionali potrebbero non avere la forza e l'autorevolezza di legiferare in merito a poteri economici troppo forti, che vengono a crearsi in situazioni di monopolio.

Da li iniziarono a nascere pian piano piccole realtà mirate alla tutela di singole razze, poi pian piano crebbero ed in alcuni casi andarono a sostituire i club di razza ormai affossati nella burocrazia e nell'ordinarietà.

Nel mondo iniziarono a nascere realtà parallele nazionali, insomma enti cinofili nazionali non riconosciuti dalla FCI, ma che iniziarono subito a fare la differenza, mettendo quei paletti alle riproduzioni che ormai erano ad una deriva incontrollata di patologie congenite in maggioranza, e finalmente si ebbe anche se con grande contrasto delle vecchie associazioni, riuscirono in molti stati a contrastate la Mala-Cinofilia divenuta un cancro per la popolazione degli allevatori, e fu cosi che anche gli enti mastodontici che per anni avevano fatto il buono ed il cattivo tempo dovettero iniziare ad adeguarsi a questo cambiamento di rotta, modificando regolamenti e comportamenti ormai di rito.

Purtroppo l'Italia entrata in ritardo contro il Monopolio, avendo abituato il popolo ad un regime di monopolizzazione rende difficile l'ingresso del progresso in ogni settore, e nella cinofilia non fa eccezioni.

Le persone essendo abituate a vedere un ente che si occupa del settore della cinofilia da più di cento anni anche consapevole delle pecche e delle problematiche che la affliggono, sono duri ad accettare che altri enti si facciano strada dentro un settore che ormai è impregnato nelle teste delle persone.

Ma un altro riscontro avviene dall'estero, infatti tutti quei paesi che hanno iniziato a creare nuove realtà iniziano ad unirsi per uno scopo comune e proprio come l'FCI iniziano a tirar fuori Enti Mondiali ad ombrello, come l'IKU, UCI, addirittura un'altra FCI ma stavolta dalla Spagna, che dopo alcune lotte in tribunale deve lasciare il nome alla precedente, poi iniziano le scissioni, perché il problema dell'uomo è sempre lo stesso da millenni, vuole essere il capo di tutto e quando vi sono diversi leader al comando è inevitabile la scissione, e la nascita di nuove federazioni come il WKU, DWKC, FCE, WCHSA, WKC, UKP, FECAM, ARBA, ACW; e tante altre ancora....

Il vero problema che viene scaturito da queste dinamiche è il fatto che anche negli stati a loro volta nascono altre realtà per seguire le scissioni estere, e cosi facendo si avranno a breve tanti enti cinofili che hanno, (non avranno) perso di vista l'obbiettivo primario, che è la TUTELA DELLE RAZZE CANINE e la PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE GENETICHE.

Tutti questi sistemi concentrano le loro forze su un unico punto, che è l'esposizione canina, e questo sarà per loro il problema da affrontare più impetuoso, infatti perché la cosa che rende l'FCI e i suoi membri ancora i più forti sul settore è l'economia che vi gravita intorno, sponsor milionari, un altissimo numero di iscritti alle competizioni, ecco il perché del cambiamento ancora non avvenuto.

Infatti siamo convinti del fatto che c'è bisogno di tornare concentrati sugli obbiettivi primari, e riallineare il concetto di sana cinofilia, fatta di controlli, prevenzione e tutela, solo cosi possiamo ottenere i risultati prefissati, cioè quello per cui questi enti sono nati, una SANA CINOFILIA.

ad oggi la situazione nel mondo è pressapoco cosi:

In ogni stato vi sono dalle tre alle cinque associazioni nazionali, che si occupano della cinofilia, chi sotto un sistema ad ombrello, chi indipendente, ma alla fine si prevede un aumento delle nascite di nuovi club anche perché in tanti credono di poter ricreare in piccolo quelle lobby create nella FCI, e portarsi a casa un tornaconto economico.

Dal grafico si riesce a percepire una verità fondamentale, cioè che se ad oggi tutte queste associazioni non si fossero battute fra loro per la dominanza del settore cinofilo si sarebbe raggiunto un traguardo fondamentale.... di avere razze forti e sane, anziché molte tare genetiche e difetti gravi che ogni giorno siamo costretti a vedere nei nostri amici a 4 zampe.

ICBD ha sviluppato una semplice consapevolezza che non la lega a nessuna mentalità o pensiero diverso da quello che è la sana cinofilia fatta di controlli, prevenzione e tutela di ciò che si ama.... 

Confido voi abbiate trovato dentro di voi la passione per leggere tutto nei dettagli e che abbia stuzzicato i vostri animi ad aprirvi ad una nuova era cinofila fatta di persone che credono in quello che fanno ogni giorno.

Grazie il vostro Presidente.

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